LIMONI E LIMONAIE SUL GARDA: UN PO’ DI STORIA

Il Lago di Garda, con il suo clima mediterraneo, è da sempre una terra con un patrimonio ricchissimo di flora e di colture arboree, tra cui spiccano l’olivo e gli agrumi. Questi ultimi in particolare, sono maggiormente diffusi sulla sponda bresciana del Lago: presso Limone sul Garda un tempo venivano coltivati in apposite “limonaie”.

Quando si parla di limonaie e di limoni viene subito da pensare quanto entrambi abbiano influito sulle vicende degli abitanti di Limone sul Garda, al punto da far credere che pianta e frutto siano all’orgine del nome dato al paese. Limoni e limonaie hanno in effetti segnato alcuni degli ultimi secoli della storia altogardesana bresciana: dall’economia, al territorio, all’ambiente, facendo conoscere anche Limone alle piazze straniere.
Il commercio degli agrumi benacensi si estendeva a tutti i principali stati dell’Occidente, con un’organizzazione decisamente avanzata per l’epoca. Pur senza la capillare promozione di cui oggi potremmo infatti disporre, nel Settecento e Ottocento gli agrumi gardesani erano presenti alle fiere europee, tra cui quella di Francoforte, ove per arrivare dall’Italia occorrevano alcune settimane di viaggio attraverso le Alpi.
Le virtù salutari degli agrumi sono sicuramente conosciute oggi, ma lo erano anche in passato: sono tantissimi i racconti leggendari che ne esaltano le qualità.
I popoli dell’antichità (Cinesi, Arabi, Greci, Romani e altri ancora) tenevano tutti in grande considerazione l’agrumicoltura. Cristoforo Colombo portò con sè in America piante e semi di limoni, apprezzandone e facendone apprezzare le qualità medicinali. Per molti grandi sovrani europei possedere un agrumeto era simbolo di ricchezza.

 

I LIMONI A LIMONE

Gli agrumi, originari della Cina e dell’India, si diffusero in Europa con l’arrivo degli Arabi, intorno all’anno Mille. Sul Garda furono portati dalla riviera ligure nel corso del XIII secolo dai frati del convento di San Francesco di Gargnano. Sicuramente la coltura agrumicola era praticata a Limone già dai primi anni del Seicento. Lodovico Bettoni, nel suo Diario, fa risalire al 1610 un primo impianto di limoni nel giardino della Garbéra. In un quadro datato 1658, custodito nella canonica della chiesa parrocchiale e raffigurante Sant’Antonio Abate, con sullo sfondo Limone, compaiono i pilastri di una limonaia. Ma fu nella seconda metà del Seicento, con l’arrivo della famiglia Bettoni, che la coltivazione e il commercio dei limoni diedero un’improvvisa accelerazione alla poverissima economia limonese.

J. WOLFGANG GOETHE E LE LIMONAIE DI LIMONE

Famosa è la descrizione delle limonaie che J. Wolfgang Goethe, passando in barca da Torbole a Malcesine, tracciò nel “Viaggio in Italia”; d’un colpo il paese, i suoi giardini e i limoni entrarono nelle pagine della letteratura mondiale:

13 settembre 1786
“Il mattino era magnifico, un po’ nuvoloso, ma, al levar del sole, calmo. Passammo davanti a Limone, con i suoi giardini e terrazze su per il pendio dei monti; uno spettacolo di ricchezza e di grazia. L’intero giardino consta di file di bianchi pilastri quadrangolari che sono collocati ad una certa distanza uno dall’altro, su per il declivio del monte, a gradini. Sopra questi pilastri sono collocate delle robuste pertiche per coprire, in inverno, gli alberi che crescono negli intervalli. La lentezza della traversata favoriva l’osservazione e la contemplazione di questo piacevole spettacolo”.

Le limonaie, ineguagliabile patrimonio storico ed architettonico del Garda, restano oggi a documentare un passato di lavoro e fatica. Per salvaguardarle il Comune di Limone ha ripristinato e restaurato le limonaie “del Castel” e “Villa Borghi” che attualmente sono aperte e visitabili.

Un piacevole diversivo da non farsi sfuggire durante una visita al paese di Limone!

Fonte: libero adattamento da “Limoni e Limonaie a Limone sul Garda” di Domenico Fava, Comune di Limone sul Garda, ottobre 2007