La ferrata dell’amicizia di Riva del Garda

Le montagne che circondano e sovrastano Riva del Garda non sono solo maestose a vedersi, ma anche belle ed entusiasmanti da attraversare. Non si possono perdere i sentieri, dai quali si gode di una vista stupenda. Uno di questi è senz’altro la Ferrata dell’Amicizia.

Si tratta di uno dei percorsi più conosciuti della zona e anche uno dei più frequentati, proprio per gli scenari naturalistici che lo circondano e i panorami che sa regalare, su Riva e sul Lago di Garda. Va tenuto presente però che la Ferrata dell’Amicizia non è un tracciato adatto a tutti, occorre essere esperti per percorrerlo; molti tratti sono sospesi quindi è come se si affrontasse una scalata: e infatti sono necessari imbragatura, moschettoni e caschetto protettivo. Sono circa tre ore di camminata. Se però si è allenati vale lo sforzo, perché è unico nel suo genere.

Ferrata dell'amicizia, Riva del Garda

È stato creato nel 1972 da alcuni escursionisti, il Gruppo Rocciatori di Riva del Garda “G.R.A.M” e termina a cima Sat, una delle tante vette del gruppo montuoso gardesano. Si caratterizza per pareti a strapiombo e alti pinnacoli, l’ambiente è una perfetta coesistenza fra macchia mediterranea e foreste di pino nero, mentre in alta quota si trovano faggete e praterie alpine. Lungo buona parte di questo sentiero si incontrano testimonianze storiche della Prima Guerra Mondiale, quali trincee, villaggi, osservatori, postazioni e fortificazioni in caverna. Cima Rocchetta Giochello, per fare un esempio, è stata una delle principali postazioni austriache, era costituita da: un osservatorio, ricoveri e postazioni di artiglieria ed era raggiunta da una teleferica che partiva direttamente da Riva del Garda.

Si parte da Riva del Garda e ci si dirige verso il Bastione, la fortificazione di origine veneziana che guarda la cittadina dall’alto. Si inizia subito a salire, si oltrepassa la centrale idroelettrica e si raggiunge la Capanna di Santa Barbara. È un ottimo posto per fermarsi un attimo, prima di cimentarsi nella salita vera e propria. Poco sopra inizia la ferrata. Si parte con funi metalliche alle quali tenersi per camminare sulle rocce, che sono seguite da una parte a strapiombo alta circa quaranta metri: per superarla bisogna percorrere i gradoni in metallo. Arrivati al pulpito si procede su placche rocciose inclinate, sempre con le funi metalliche come corrimano. Dopo si deve superare una prima balza scoscesa con funi e chiodi di ferro, così si arriva alla base di una scaletta alta quindici metri. A questo punto c’è la seconda imponente arrampicata: una scala alta ben settanta metri, che nella seconda parte sembra come sospesa. Dopo c’è una terza scaletta, sempre di circa quindici metri, che conduce nel bosco. Ora gli sforzi maggiori sono finiti. Dopo un breve tratto di sentiero si ritorna sulla cresta che conduce direttamente in vetta. La cima Sat si trova 1246 metri sul livello del mare. Il panorama da lassù spazia sul lago, la piana benacense, i monti Baldo e Altissimo, la catena Bondone-Stivo.

scala della Ferrata dell'amicizia, Riva del Garda

Seguendo i vecchi sentieri della guerra si giunge alla Rocchetta.

Per la discesa ci sono due possibilità: si prende la direzione opposta, seguendo poi il sentiero dei “crazidei” numero 418, si incontreranno i ruderi del Torrione San Giovanni; oppure, sempre scendendo dalla parte opposta, si imbocca il sentiero numero 404, più avanti si troverà la chiesa di Santa Barbara.

Alcuni consigli: ricordatevi che occorre una discreta dose di forza per affrontare la Ferrata dell’Amicizia e non soffrire di vertigini; è sempre bene avere con sé una buona scorta d’acqua perché a quelle altezze c’è scarsa ventilazione; la primavera e l’autunno sono i momenti migliori per percorrere il sentiero, poiché in estate il caldo è opprimente e in inverno il tracciato non è accessibile per ghiaccio e neve.