Al Lago di Loppio in mountainbike

Percorso di cicloturismo, pianeggiante e semplice, lungo la pista ciclabile che collega la Valle del Sarca alla Val Lagarina e la Val d’Adige. Si passa per il Lago di Loppio, oggi biotopo protetto, ripercorrendo per un tratto il percorso dell’antica ferrovia asburgica MAR (Mori-Arco-Riva) che collegava nell’Ottocento Rovereto con il Lago di GardaPista ciclabile / Ciclobike

Nago – Loppio – Mori – Rovereto – Nago

km: 24  – Tempo percorrenza : 3 – 5 h

Usciti dall’Hotel Continental girate a sinistra ed iniziate a percorrere una strada secondaria, asfaltata ed aperta al traffico. Mantenetevi sulla destra pedalando in fila indiana. Il percorso è in leggera salita, seguite sempre la strada principale e arrivati ad un bivio mantenete la destra. Mentre salite, se guardate alle vostre spalle, potete osservare l’abitato di Nago, scoprendo il territorio coltivato a ulivi e vigneti. Giunti al segnale di stop spostatevi sul lato sinistro, e dopo aver superato una piccola galleria trovate a sinistra l’indicazione della pista ciclabile.

Superata una breve ma impegnativa salita troviamo poi una discesa, una piccola galleria e infine un’altra breve salita, che ci porta al Passo San Giovanni (272 m.) Ora inizia la discesa, restando sulla destra con una velocità moderata potete ammirare con calma l’alveo del lago di Loppio.

Il Lago di Loppio è sicuramente uno dei Biotopi tutelati più famosi del Trentino, e deve tanta notorietà alla sua particolare origine. Lo stesso nome di “lago”, peraltro, ci suggerisce qualcosa: attualmente, infatti, è una conca palustre, ma fino al 1958 era realmente un lago di discrete dimensioni, di piacevole aspetto e soprattutto intimamente legato alla vita quotidiana degli abitanti di Loppio e di Mori. Negli anni 1939-40 e poi 1954-59 fu scavata una galleria tra il Fiume Adige ed il Lago di Garda per riversare in quest’ultimo le acque eccedenti del fiume durante le piene ed eliminare così i pericoli di alluvione per la restante Valle dell’Adige e la città di Verona. La galleria passò (e passa) proprio sotto al lago, ed intercettò sia la falda che lo alimentava che quella freatica ad esso collegata. Risultato: il bacino si svuotò senza più ricostituirsi, e molte sorgenti della zona si prosciugarono.

Al centro del lago, vicino al nostro percorso, potete vedere l’isola di S.Andrea dove sono state rinvenute tracce di capanne in legno e altri materiali deperibili databili intorno al V-VI secolo d.C. La zona centrale dell’isola è costituita dalla cosiddetta “area sacra”, cioè dalla celebre chiesa romanica di S. Andrea e dalla sua necropoli. Sono state condotte più ricerche sull’edificio religioso attraverso documenti e lo studio stratigrafico. Di una cosa si è sicuri: l’abbandono della costruzione è precedente al XVI-XVII secolo, come testimonia un’edicola quadrifronte.

Un altro aspetto interessante è che stiamo percorrendo il vecchio tracciato della Ferrovia: Rovereto,Mori, Arco, Riva del Garda (M.A.R.). Inaugurata il 28 gennaio del 1881, con scartamento ridotto di 760 mm e trazione a vapore, era lunga 24,192 km e venne dismessa nel 1936 per la concorrenza del trasporto su gomma. La linea, gestita da una società privata austriaca, si staccava dalla stazione di Rovereto per arrivare a quella di Mori Sudbahn, superava l’Adige con un ponte di 70 metri ed entrava, dopo 3 km, nella stazione di Mori Borgata. Il binario proseguiva ad ovest, raggiungendo a 4 km la stazione di Loppio. Seguiva il tratto più interessante della ferrovia che dalla sponda meridionale del lago di Loppio, attraverso il passo S. Giovanni, scendeva dopo 6 km a Nago con la stazione di fronte all’Hotel Continental. Quindi la linea puntava a nord, costeggiava la strada di Oltresarca e arrivava nella cittadina di Arco. Nell’ultimo tratto piegava a sud ovest per raggiungere dopo 5 km Riva del Garda. Durante la gestione austriaca il materiale rotabile, era costituito da quattro Locotender capaci di una velocità massima di 35 km orari. Alle locomotive si aggiungevano: 11 carrozze passeggeri (2 di prima classe, 3 di terza, 6 miste prima – terza), 2 bagagliai postali, 22 carri merci. Le carrozze passeggeri, dotate di riscaldamento e di impianto di ventilazione, avevano accessi a terrazzino ad esclusione di due carrozze, acquistate nel 1919, con porte laterali.

Giunti all’abitato di Loppio potete osservare la chiesa di Santa Maria Assunta, e l’entrata della villa signorile dell’antica famiglia dei Conti di Castelbarco. Attraversate la strada provinciale utilizzando il sottopasso ciclabile e subito dopo ecco un “bici grill”. La pista ciclabile è da questo punto condivisa con i contadini delle campagne confinanti coltivate a vigneto.

Arrivati a Mori potete decidere se continuare fino a Rovereto e la Val d’Adige, seguendo le indicazioni per la Ciclopista del Sole, che scende dal Passo del Brennero per arrivare fino a Verona, oppure ritornare all’Hotel Continental seguendo lo stesso percorso dell’andata.